lunedì 9 marzo 2015

I registri e le risonanze -


Ecco una splendida immagine presa dal trattato sul canto "How to sing" (1906) di Lilli Lehmann, che chiarisce perfettamente quali sono le cavità di risonanza prese in causa per ciascun tipo di registro..... date un po' un'occhiata!!!
Voce di petto: risonanza di bocca, palato molle alto, verticalizzazione del suono.
Voce mista: risonanza sul palato molle, palato molle  alto e velo pendulo sollevato, verticalizzazione del suono, sostegno del fiato.
Voce di testa: risonanza in faringe e nel naso, consonanza dei seni paranasali, palato molle abbassato, maschera del suono (per rendere sonorità simili alla voce di petto), lingua sollevata e non arretrata.












martedì 24 febbraio 2015

Pressione del fiato sul petto -

Cosa significa tenere la pressione del fiato sul petto e a cosa serve?
Nel momento dell'inspirazione il tuo respiro riempie i polmoni mentre le costole lateralmente e posteriormente si stanno espandendo.
Senza alzare il petto, prova a forzare il respiro lateralmente contro di esso e tenerlo lì, in apnea, senza serrare la gola e senza mai chiudere le corde vocali al fine di trattenerlo nei polmoni (come nell'atto di chi compie uno sforzo). 
Il diaframma reagirà, fisiologicamente, a questa pressione e fornirà, a sua volta, pressione sull'addome, rimanendo in posizione abbassata più a lungo (appoggio diaframmatico).
In questo modo il respiro è completamente sotto il tuo controllo, proprio attraverso la pressione che eserciti, o ancor meglio che l'aria esercita, contro i muscoli del petto e contro le costole.
Ora puoi iniziare ad emettere la tua espirazione, in maniera costante, uniforme e molto lenta. 
La pressione esercitata contro il petto dà la sensazione di cantare le note "contro il petto", che deve essere "tenuto premuto lateralmente verso l'esterno"....
A cosa serve?
In questo modo fluisce meno fiato attraverso le corde vocali, che non vengono percosse e fustigate dalle correnti d'aria, il respiro durerà molto più a lungo e non ci sarà bisogno di un sovraccarico di aria nelle inspirazioni....
L'apparato di controllo della tensione petto-muscolare allevierà dal superlavoro le vostre corde vocali!

Fonti:
How to sing - Lilli Lehmann - 1902
Sing - Elizabeth Howard - 




domenica 25 gennaio 2015

I colori della voce di petto -




La voce di petto equivale a quella emissione vocale emessa  in voce “parlata” impostata,  nelle note gravi del registro vocale fino a prima del passaggio che porta alla voce mista.

Chiamata così perché le vibrazioni sembrano arrivare dal petto.

In realtà il petto consuona o meglio vibra (così come la testa nella voce di testa, vibra ma non risuona poiché non è un tubo aperto/chiuso).

La voce di petto è utilizzata per le note più gravi  del registro e si estende fino al punto di passaggio (per es. indicativamente tra il re3 e il mi3 per un tenore, e tra il la3 e il si3 per un soprano).  Da lì si passa in voce mista, alleggerita, che risuona sul palato molle arcuato.

La voce di petto può assumere colori diversi a seconda del punto in cui risuona/consuona:

Questi colori potrai sceglierli per produrre efetti emotivi, per produrre emozioni durante l’esecuzione di una canzone.

  • -        VOCE DI PETTO CON COLORE DI PETTO
  • -          VOCE DI PETTO CON COLORE DI BOCCA
  • -          VOCE DI PETTO   IN MASCHERA
  • -          VOCE DI PETTO CON FRY
  • -          VOCE DI PETTO CON COLORE DI TESTA

VOCE DI PETTO CON COLORE DI PETTO:
vibra nel petto e risuona in faringe. Permette di ottenere il massimo volume.
Le vibrazioni nel petto producono un colore della voce più scuro, più drammatico e profondo, quasi cavernoso.
Si ottiene attuando un forte appoggio del suono sulla cassa toracica, è necessario un ancoraggio testa/collo/spalle, le labbra si protendono in avanti per ottenere un allungamento del tubo vocale.

VOCE DI PETTO CON COLORE DI BOCCA:
le vibrazioni di bocca producono un colore simile al parlato. La cassa di risonanza va tenuta ampia, con mandibola rilassata e cassa di risonanza ampia. E’ la voce parlata impostata dei rapper, per esempio.

VOCE DI PETTO IN MASCHERA: 
le vibrazioni nella zona nasale e paranasale produce un suono più chiaro e brillante, leggero, con mordente. 
Produce un suono nitido, la posizione favorisce una buona adduzione delle corde vocali. La posizione favorisce l’emissione dei suoni più gravi del proprio range vocale. 
Trucchetto: per cantare canzoni che toccano note molto basse, applicare una voce di petto in maschera. Alle note gravi , che altrimenti quasi sparirebbero, viene dato un colore brillante che le rende udibili.

VOCE DI PETTO CON COLORE DI TESTA:  
le vibrazioni sembrano arrivare dalla testa, serve per cantare morbidamente, anche in modo sospirato (se si vuole dare questo effetto stilistico). 
Per ottenerlo è necessario sbadigliare e avvertire il sollevamento del palato molle. Non arretrare la lingua e mantenere la punta della  lingua bassa dietro gli incisivi inferiori.
Dirigere il suono verso l’alto, contro il palato molle arcuato. Produrre un suono leggero. Utilizzare  buon sostegno del fiato.  Cantare con voce leggera. 
Questa modalità predispone al passaggio in voce mista/di testa, poiché il palato molle è già sollevato e la voce è già in modalità “leggera”.

VOCE DI PETTO CON FRY:
Il fry è quella ”frittura vocale”che emettiamo quando al mattino ci “sgranchiamo” le ossa dopo ore di immobilità. 
E’ un effetto particolare delle corde vocali che si adducono  in maniera irregolare, la cui risonanza/vibrazione  si ha sul palato molle e sul velo pendulo.
E’ l’effetto che possiamo usare per mettere “pathos”, sofferenza ad una frase. E’ la modalità corretta per emettere quel suono rauco e ruggente tipico di alcuni cantanti.

giovedì 27 novembre 2014

Costrizione, Retrazione e Risata Laringea

COSTRIZIONE, RETRAZIONE E RISATA LARINGEA










Accanto alle corde vocali vere ci sono le corde false.
Quest’ultime sono in posizione neutra quando si trovano nella loro posizione naturale, leggermente sopra e di fianco alle corde vere.
Solo così le corde vocali vere possono vibrare liberamente.
Capita però che involontariamente le corde false si stringano o costringano su quelle vere, in caso di pericolo, angoscia, ansia, tosse o quando dobbiamo fare uno sforzo fisico o quando parliamo o cantiamo con la cosiddetta aria residua nei polmoni.
In tutti questi casi il nostro cervello riconosce la condizione di pericolo, di allarme per il nostro copro e per poter sopravvivere innesca il riflesso di costrizione delle corde false sulle vere. Le corde vocali false intervengono in maniera istintiva non controllata, sono un riflesso a un meccanismo di difesa che salvaguarda i polmoni da tutto ciò che entra e che esce, comprese le emozioni.
Dunque una funzione naturale della laringe fa sì che le corde vocali false coprano parzialmente o completamente le corde vere, e questa nel canto è detta COSTRIZIONE DELLE FALSE CORDE, ed è una posizione errata che può nuocere all’apparato vocale, è causa di infiammazione, bruciore, edema e in ultimo di noduli.
Quando sono troppo usate le corde false diventano ipertrofiche cioè ingrossate inficiando il lavoro delle corde vere.
Solo tenendo le corde vocali false ben aperte, retratte, le corde vere riescono a vibrare liberamente.
Nel canto il nostro cervello può riconoscere come pericolo l’ansia, una forte emozione, una pressione sottoglottica eccessiva sugli acuti o la paura stessa di affrontare quegli acuti, ed ecco che costringiamo….


LA RETRAZIONE, meccanismo contrario della costrizione, condizione necessaria per cantare.
Ci consente di aprire le corde false,  rilassare i muscoli laringei e tenerli aperte (le false corde) e rilassati (i muscoli) per tutta la durata della fonazione ogni volta che ci apprestiamo a compiere quest’atto in modo che  le corde vocali vere siano libere di vibrare.  
Quando emettiamo un suono dobbiamo essere retratti, aperti, rilassati, morbidi solo così non rischiamo di farci male, perché non c’è costrizione. 

E’ necessario imparare e mantenere questa posizione per tutta la durata della fonazione. 


LA RISATA LARINGEA 
Il modo piu' semplice per retrarre le corde false  è quello di pensare ad una risata, pensa ad esempio a quando vuoi ridere ma ti devi trattenere.
Prova a capire cosa succede nella laringe, sentirai un movimento di apertura interno esattamente contrario a quando, ad esempio, le corde false si chiudono nell'atto di compiere uno sforzo.
La prima  sensazione è quella della retrazione o come si usa dire “della gola aperta”.
La seconda sensazione, quella che senti compiendo un grosso sforzo, è quella della chiusura della gola, ovvero  della cotrizione. Sono le corde false e quelle vere che si chiudono, a mo' di tappo, per far si che l'aria renda forte il tuo torace per poterti sostenere nello sforzo.
Devi imparare a sentire questa costrizione a localizzarla con i sensi e capire che dovrai fare l'esatto contrario.
Un modo per esercitarsi….ti è mai capitato a scuola di dover ridere ma il professore sta spiegando c'è silenzio e tu non puoi farlo? ecco  ridendo in "silenzio" sentirai nel punto dove prima c'era costrizione una rilassatezza un’ apertura, tutto si basa sulle propriocezioni del proprio fisico.

Ci si può esercitare con la risata laringea su tutte le vocali e su tutte le altezza.
Questo ci permette di attuare la retrazione in modo da avere le corde false sempre aperte. 
La risata inoltre, analizzata al rallentatore durante la laringoscopia, ci dimostra che le corde vocali si aprono e si chiudono e che le corde false sono sempre retratte.
Imparare a controllare la costrizione significa saperla poi riconoscere in ogni momento ed evitarla.
E' fondamentale imparare a rilassare la gola, da subito, già dai primi vocalizzi, imparando a sentire, percepire, correggere le eventuali cattive posture del vostro corpo!


 

mercoledì 26 novembre 2014

Come si studia una canzone: quello che le donne non dicono -

COME AFFRONTARE LO STUDIO DI UNA CANZONE NUOVA:
STUDIO DI “QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO”
MATERIALE NECESSARIO
Hai il testo? Sì
Str. //Ci fanno compagnia
//certe lettere d'amore 
//parole che restano(D1) con noi,

//e non andiamo via
//ma nascondiamo del dolore 
//che scivola, lo sentiremo(D1)  poi, 
//abbiamo troppa fantasia,
//e se diciamo una bugia 
//è una mancata verità
/che prima o poi (D3)succederà 
//cambia il vento (D3) ma noi no 
//e se ci trasformiamo(D3) un po'
//è per la voglia di piacere
a chi c'è già o potrà arrivare
//a stare con noi,

Rit./
siamo così(D3)
/
è difficile spiega(D3) re
/
certe giornate amare,
/lascia stare,
/tanto ci potrai trova re (D3) qui,
/
con le nostre notti bianche (D3)
/ma non saremo stanche,
/neanche quando
/ti diremo ancora un altro "si".

Str.//
In fretta vanno via
//delle giornate senza fine, 
//silenzi che familiarità(D1),
//e lasciano una scia
//le frasi da bambine
//che tornano, ma chi le ascolterà (D1)
//E dalle macchine per noi
//i complimenti dei playboy
//ma non li sentiamo più
/se c'è chi non (D3) ce li fa più
/
cambia il vento (D3)  ma noi no
/e se ci confondiamo un po' 
//è per la voglia di capire
/chi non riesce più a parlare
//ancora con noi.

RIT //Siamo così(D3),
/dolce mente(D3) complicate,
/
sempre più emozionate,
/delicate ,
//ma potrai trovarci
anco ra (D3) qui
/
nelle sere tempesto(D3) se
/portaci delle rose
/nuove cose
//e ti diremo ancora un altro
"si"(D3)
FINALE : /è difficile spiegare  (D3)
certe giornate amare,
/lascia stare,
/tanto ci potrai trovare qui (D3), 
/
con le nostre notti bianche (D3),
/ma non saremo stanche
/neanche quando
/ti diremo ancora un altro "si"
Se è in lingua straniera, hai la traduzione?
Conosci la pronuncia esatta delle parole straniere?
Conosci la dizione esatta delle parole italiane (accento fonico acuto o grave)? sì, l’ho cercata sul vocabolario (esempio la parola amore ha la o chiusa, idem certe, lettere…)
Hai uno spartito del brano, con le note della melodia? Sì, ho la base midi e il pianoforte del programma suona esattamente tutte le note della melodia.
Hai una base con melodia per lo studio? Sì, midi vanbasco
Hai una base senza melodia? Sì, l’ho scaricata da youtube con programma che si chiama converteryoutube e poi l’ho convertita in mp3 con programma che si chiama Cheetah
                                                             
COMPRENSIONE
Chi ha scritto la canzone? E la musica?
E chi interpreta la canzone?
In che anni è stata scritta?
Che significato ha per l’autore?
Che stile usa chi canta la canzone, quali sono le sue influenze e  la sua collocazione temporale?
Che tipo di canzone è (popolare, pop, lirica, classica, melodica, ballata, rock,…)?
Sono state date altre interpretazioni del brano da altri grandi interpreti?
E’ cantata sia al maschile che al femminile?
Canzone scritta da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone, suo chitarrista e prodotta da Celso Valli, fu cantata dalla Mannoia al Festival di Sanremo 1987, vincendo il Premio della Critica. Rimase nella Hit parade per molte settimane. La canzone apparve per la prima volta nell’album Canzoni per parlare (1988).
 Pur essendo stata concepita da un uomo, scava nell’animo femminile con una certa delicatezza e sensibilità, affrontando bene il punto di vista delle donne e il modo in cui le donne affrontano le situazioni della vita.
Apre la strada alla Mannoia per divenire perfetta interprete di brani  cantautorali concepiti per vocalità maschile.
Inteprete femminile alla quale cantautori italiani (Fossati, Vasco) affidano con fiducia le proprie canzoni.
Cantante credibile e dalle capacità interpretative rare,  può permettersi di impegnarsi con canzoni di un certo spessore.
Canzone che inizialmente doveva essere affidata a Lena Biolcati.
La Mannoia è un  contralto, con voce scura, possente, avvolgente, che trasmette forza.

Un po’ di interpretazioni del testo:
 “La canzone parla di donne che stanno aspettando l’amore.Vivono di ricordi, di vecchi amori, dell’infanzia. Cercano il senso della vita,ma non si abbattono perchè credono nella speranza. Sono donne che vogliono vivere solo d’amore aspettano la persona giusta,che sembra non arrivare mai,quella che le potrà capire e stare al loro fianco nei momenti bui. “Cambia il vento,ma noi no” ,significa che la loro speranza non morirà mai,che ci crederanno sempre, il loro desiderio non cambierà mai. Vivono per quello.
Le donne hanno vissuto anni di dolore,dicono piccole bianche bugie,e se cambiano è per attrarre di più,credono nel vero amore e passano quasi tutti gli anni della loro vita alla ricerca di questo.
Gli anni passano velocemente e da bambine si trovano già mature,diverse.”
“Questa canzone è lo specchio della condizione femminile. E’ una canzone che sembra delicata, sembra un inno alla donna. La verità è che racchiude tutta la sofferenza, tutto l’isolamento in cui le donne da sempre sono relegate. Il fatto di doversi trasformare per stare al mondo, non vestire in quel modo, non andare in quel posto perchè qualsiasi cosa ti accada, sarà sempre colpa tua. Una donna che si lamenta della fatica per lavorare e accudire la famiglia… di una giornata amara… è una rompiballe… e allora si impara a non lamentarsi più.
Pronte a dire sempre si… a sacrificarsi sempre e comunque…”
CURIOSITA’
Negli anni la Mannoia ha cambiato la frase della canzone che dice “e se ci confondiamo un po'” perché le sembrava inappropriata:
« Perché in quella frase ci vedo una ammissione di debolezza che non trovo appropriata. Sicuramente a volte saremo confuse, a tutti gli esseri umani capita, ma ci leggo come un’ammissione di una sorta di inferiorità; è come se dicessimo: “Scusate se ci siamo ribellate, ma è perché non riusciamo a comunicare più con voi” e il mio orgoglio si è ribellato. Ma, ripeto, è una sola. »
Un terzo ritornello, che compare in alcune copertine interne dei dischi dove fu pubblicato, nonché su alcuni giornali dell’epoca, non fece parte della versione edita, al suo posto ne fu ripetuto il primo: queste erano le parole inizialmente pensate: “Siamo così / anche quando non parliamo / quando ci nascondiamo o camminiamo / ma potrai trovarci ancora qui / con i nostri sentimenti e i condizionamenti / non ci senti / stiamo per gridare un altro sì”



ANALISI DEL PEZZO
Che Estensione ha la canzone  (qual è la nota più alta e qual è la nota più bassa, ci arrivi? Devi modificare la tonalità)?
Estensione DO#2 – SI3, è una canzone pensata per un contralto, non ha una grande estensione (un paio di ottave). Le note gravi sono un po’ basse (al limite anche per un contralto) ma riesco a prenderla, così non devo alzare ulteriormente gli acuti.  Se sei un soprano e non possiedi quelle note gravi, occorre alzarla di alcuni semitoni. Considera sempre che alzandola, alzerai anche gli acuti (per un soprano non dovrebbe essere un problema poiché la tessitura di un soprano arriva fino al FA4).
Che tipo di Struttura ha la canzone (strofa, rit, ponte, special, ….) Si veda testo
Segna i respiri con:  // respiro normale e    /respiro rubato e veloce Si veda testo
Segna i registri da utilizzare
(verde: voce di petto; giallo/arancio: voce mista;
rosso singolo: voce di testa pura o soffiata o voce di testa con twang) Si veda testo
Segna le parti difficili e numerale e studia con l’insegnante il giusto approccio per superare le difficoltà.
Le grandi difficoltà della canzone sono principalmente 2:
D1:Le note gravi, tipiche del registro di contralto.
D3:I veloci passaggi da note gravi a note acute.

Vediamo le difficoltà nello specifico:

D1: la parola “RESTANO” ha le note più gravi in assoluto della canzone.
In particolare “STA” è un DO#2
Se non ti riesce la nota prova ad alzare la tonalità di un semitono, andando sul RE2, e via dicendo di semitono in semitono, occhio però alle note acute, che si alzano anch’esse.
Oppure:
Pronuncia la parola emettendo un suono soffiato, che a livello interpretativo potrebbe catturare e far bypassare l’assenza di sonorità della voce come fosse un quasi parlato.
Se sai di possedere bene la nota, appoggia bene sui muscoli espiratori (addominali, dorsali, ecc) ed emetti la nota.
Canta il passaggio sul pianoforte o rallentando la musica.
Usa la componente del twang, voce con squillo, come se fosse un clacson, proiettandola in avanti.
Se non ti è possibile alzare la tonalità o non cantare la canzone, usa la tecnica dell’affondo (solo per questa nota), affondando la laringe ed emettendo la nota. (vedi tecnica d’affondo).

D3: Fare attenzione ai passaggi alle note più acute, in particolare al passaggio tra il “siamo” che è in voce comoda e il “così” che si alza improvvisamente. (LA3DIESIS).
Alleggerire la nota, non spingerla troppo, non gridarla, trovare la giusta area di risonanza che dia alla nota corposità (con il twang), ma che non risulti ingolata, alzare bene il palato molle.
La nota passa in voce mista.
Non trattenerla in gola, ma lasciare che nelle prime prove, si affievolisca , diventi un suono piccolo, quindi più semplice da dirigere verso la giusta area di risonanza (voce di passaggio, indirizzata verso il palato molle, ma proiettata in avanti).
Scurire la voce negli acuti, dando punta al suono e contemporaneamente allungando il tratto vocale di bocca e labbra, per evitare il contrasto tra i bassi ricchi e corposi e gli acuti più deboli.

STUDIO DEL PEZZO
Leggi il testo a voce alta, impara le parole a memoria, la pronuncia, capisci  il senso, l’intenzione delle parole, le pause.
Fai TUA la canzone.
Canta il brano con humming (mmmmmm….), con mam, mom,  per memorizzare la melodia.
Comincia a cantare il brano lentamente, scandendo tempo e parole e prendeno i fiati giusti sin dall’inizio.
Usa il metronomo, o usa quei programmi per pc (best practice o vanbasco) che rallentano il brano. Non avere fretta, memorizzala per gradi, ma memorizzala bene!!! OK!

INTERPRETAZIONE DEL PEZZO
Studia lo stile con cui è cantata, gli accorgimenti vocali usati (pianto, rock, graffiato, soffiato…) Nelle note gravi, tono intimo e delicato a volte dimesso “è per la voglia di piacere, a chi c'è già o potrà arrivare,” a volte triste e a volte arrabbiato: “lacia stare”, ma mai gridato.
Cosa significa per te la canzone, studia uno stile tuo personale di cantarla.
E’ una canzone melodica, intima, profonda.
Va vissuta mentre la si canta, riflettendo su ogni singola parola emessa.
C’è dell’amaro in alcune parole, in altre emerge la natura della donna che sa soffrire dentro “ma nascondiamo del dolore”, ma mostrarti sempre una grande forza “ma non saremo stanche, /neanche quando/ti diremo ancora un altro "si"”.
In altre ancora emerge la difficoltà della donna a farsi capire dal proprio uomo, così diverso e a volte così lontano :”/è difficile spiegare  (D3) certe giornate amar,” e la rassegnazione che ne segue:”lascia stare “
E poi, quello che secondo me è il cuore del brano, che traduce bene l’essenza delle donne: Siamo così,
/dolce mente complicate, /sempre più emozionate,
/delicate”

Davanti allo specchio trova la giusta postura del corpo, la mimica facciale e la gestualità del corpo.
Una postura vocale ferma e fiera,  proiezione vocale per consentire giusta concentrazione trasporto, gestualità del corpo non eccessiva che accompagna il significato delle parole, espressività del volto che accompagna il senso del testo, con sguardo profondo e ben proiettato davanti. Tensione del viso e profondità dello sguardo nello scandire parole particolarmente intrise di sofferenza.