mercoledì 19 novembre 2014

Come si studia una canzone

COME AFFRONTARE LO STUDIO DI UNA CANZONE NUOVA

MATERIALE NECESSARIO
Hai il testo?
Se è in lingua straniera, hai la traduzione?
Conosci la pronuncia esatta delle parole straniere?
Conosci la dizione esatta delle parole italiane (accento fonico acuto o grave)?
Hai uno spartito del brano, con le note della melodia?
Hai una base con melodia per lo studio?
Hai una base senza melodia?
                                                             
COMPRENSIONE
Chi ha scritto la canzone? E la musica?
E chi interpreta la canzone?
In che anni è stata scritta?
Che significato ha per l’autore?
Che stile usa chi canta la canzone, quali sono le sue influenze e  la sua collocazione temporale?
Che tipo di canzone è (popolare, pop, lirica, classica, melodica, ballata, rock,…)?
Sono state date altre interpretazioni del brano da altri grandi interpreti?
E’ cantata sia al maschile che al femminile?

ANALISI DEL PEZZO
Che Estensione ha la canzone  (qual è la nota più alta e qual è la nota più bassa, ci arrivi? Devi modificare la tonalità)?
Che tipo di Struttura ha la canzone (strofa, rit, ponte, special, ….)
Segna i respiri con:  // respiro normale e    /respiro rubato e veloce
Segna i registri da utilizzare
(verde: voce di petto; giallo/arancio: voce mista;
rosso singolo: voce di testa pura o soffiata,  rosso doppio: voce di testa con twang)
Segna le parti difficili e numerale e studia con l’insegnante il giusto approccio per superare le difficoltà.
STUDIO DEL PEZZO
Leggi il testo a voce alta, impara le parole a memoria, la pronuncia, capisci  il senso, l’intenzione delle parole, le pause. Fai tua la canzone.
Canta il brano con humming (mmmmmm….) per memorizzare la melodia.
Comincia a cantare il brano lentamente, scandendo tempo e parole e fiati.
Usa il metronomo, o usa quei programmi per pc (best practice o vanbasco) che rallentano il brano. Non avere fretta, memoriazzala per gradi, ma memorizzala bene!!!

INTERPRETAZIONE DEL PEZZO
Studia lo stile con cui è cantata, gli accorgimenti vocali usati (pianto, rock, graffiato, soffiato…)
Cosa significa per te la canzone, studia uno stile tuo personale di cantarla.
Davanti allo specchio trova la giusta postura del corpo, la mimica facciale e la gestualità del corpo.




E per chi avesse ancora voglia di leggere....

COME SI STUDIA UN BRANO
·       Scegli una canzone adatta alle tue capacità tecniche; se sei all’inizio del tuo percorso canoro scegli una canzone che riesci a cantare facilmente e naturalmente, una canzone che non abbia grossissime difficoltà come note troppo acute o troppo gravi. Scegli una canzone che ti piaccia e che ti faccia emozionare.
·       Trova lo spartito originale con il testo scritto sotto le note. Se la canzone è in inglese trova spartito e traduzione.
·       Ricerca e scopri il più possibile della canzone: la storia che racconta, lo spettacolo da cui è tratta, l’autore che l’ha scritta, le motivazioni per cui è nata. Ascolta le versioni della canzone interpretate da diversi artisti, cerca versioni femminili e maschili.
·       Conosci bene il testo ed imparalo a memoria come se fosse una poesia.
·       E’ indispensabile impararlo a memoria e recitarlo, interpretandolo. Studialo con la giusta metrica, giusta pronuncia e giusta dizione.
·       Ascolta il pezzo cantato o  ascolta solo la base strumentale con la linea melodica.
·       Studia la melodia come una successione di intervalli ed assicurati che ogni passaggio sia pulito e sicuro.
·       Canta gli intervalli con dei suoni neutri (non parole) che si formano sulla fronte del viso come DUU e VAA.
·       Mentre studi, fai attenzione alla posizione del corpo, del tratto vocale, delle labbra, della lingua, del palato molle e concentrati sulla giusta modalità di respirazione.
·       SOLO QUANDO HAI IMPARATO PERFETTAMENTE LA MELODIA ED IL TESTO E’ MEMORIZZATO: inizia a cantare il pezzo. Fai attenzione che da questo momento la memoria muscolare inizierà a registrare tutto ciò che fai.  Allenati su una base  musicale senza voce guida o con uno strumento d’accompagnamento
·       Presta particolare attenzione ai passaggi difficili dove le note si avvicinano ai tuoi limiti di estensione e cerca di affrontare ogni nota con serenità. Canta comodamente senza urlare.
·       Mantieni l’orecchio in guardia ed attento mentre impari il pezzo. Cerca di ottenere un suono risonante e gradevole (per il pubblico) su ogni nota.




PERCHE’ QUESTO METODO e QUANDO?
Questo metodo funziona SEMPRE e andrebbe utilizzato per imparare ogni nuovo pezzo. Soprattutto va usato quando si vuole studiare canto (piuttosto che una canzone). Per studiare canto è necessario partire da pezzi che non si sono mai né cantati né ascoltati prima.
L’idea di partire con brani assolutamente nuovi è valida perchè in questo modo possiamo affrontare lo studio isolando ogni elemento dell’apprendimento. Quando si tenta di imitare un’interpretazione senza conoscere bene la tecnica vocale, si finisce per arrivare ad una versione simile a quella ascoltata attraverso stratagemmi non sempre salutari. Il cervello ha una capacità enorme di imitare quello che percepisce, ma spesso quello che si ascolta si può riprodurre attraverso scorciatoie e stratagemmi che funzionano solo apparentemente. Infatti, non solo quello che noi udiamo non coincide con quello che sentono gli altri, dato che in parte noi ci ascoltiamo dall’interno attraverso le ossa e le cavità della testa, ma per riprodurre un suono che assomigli all’originale è troppo facile cedere ad utilizzare contratture e sforzi su parti dello “strumento vocale”.
Vogliamo quindi dire che non potremo mai cantare bene una canzone se l’abbiamo sentita decine di volte alla radio? No, potremo cantare qualunque cosa, conosciuta o sconosciuta, una volta che avremo imparato a cantare con una giusta tecnica, ma dovremo prima avere svolto un lavoro lungo (ma molto gratificante e duraturo) per acquisire gli strumenti che ci consentano di cantare secondo alcune regole d’oro. Queste
regole devono essere SEMPRE usate come elemento di valutazione di come ci stiamo esercitando

CONSIGLI

LE REGOLE D’ORO PER DIVENTARE UN CANTANTE
Se quindi vogliamo imparare a cantare come professionisti ed acquisire l’abilità di andare in scena 8 volte alla settimana per lunghi periodi, ecco spiegato il perché di questo metodo:
1 Senza lo spartito, non puoi sapere esattamente cosa volesse il compositore (piuttosto che gli interpreti che hanno già cantato il pezzo). Inoltre, senza spartito spesso si “indovina” la nota che si pensa faccia parte della melodia. Sulle note che stanno al limite dell’estensione di molti cantanti esistono delle incertezze che ci fanno male interpretare cosa cantare. A volte un interprete omette o aggiunge note, pause, abbellimenti e variazioni allo spartito per sua scelta. Insomma, senza lo spartito originale stiamo approssimando una copia dell’interpretazione di un’altro e non daremo mai al pezzo la nostra personalità e sensibilità artistica.
2 Se non conosci la storia legata al pezzo dovrai inventarne una completamente nuova per dare un significato al testo. Oltre a non essere il metodo più corretto, l’autore aveva sicuramente un’idea più completa e precisa della sua opera di quanta potresti averne tu.
3 Se le parole rappresentano ancora un’incertezza, il cervello non può concentrarsi interamente sulla melodia, ritmo, interpretazione. Una volta che il testo non rappresenta più un ostacolo, anche se dovessi dimenticarti un parola per sbaglio nel mezzo di una rappresentazione, riuscirai comunque a portare avanti il testo senza bloccarti.
4 Se non hai memorizzato dove respirare, probabilmente ti ritroverai senza aria nel momento sbagliato  della frase e dovrai spostare l’attenzione per calcolare un nuovo punto dove respirare senza interrompere il testo o il significato di una frase.
Attenzione a non farti trasportare dall’emozione e dimenticare dove hai deciso di respirare. Per questo ci vuole molta pratica affinché tutto sia affidato alla memoria automatica.
5 Controllare la giusta dizione per parole che sono incerte ti farà ricordare immediatamente come formare il suono di una vocale. Se ogni suono è associato ad un simbolo, il cervello e la memoria avranno un lavoro semplificato. Probabilmente all’inizio ci vorrà un po’ di tempo per imparare un brano, ma una volta memorizzato in questo modo ogni suono verrà prodotto con la migliore Risonanza e qualità senza nemmeno più pensarci.
6 Se sei costretto ad elaborare troppe informazioni tutte insieme, sicuramente ti sfuggirà qualcosa. Il cervello impara meglio una sola cosa alla volta quando si mischiano diverse azioni e sensazioni. Se la melodia è perfettamente memorizzata, l’aggiunta del testo implica un piccolo passo in avanti che non richiede grandi sforzi e tutta la concentrazione potrà essere dedicata alla purezza del suono ed in seguito all’interpretazione.
7 Se studi ogni intervallo singolarmente hai più probabilità di non “inventare” quello che non è scritto sullo spartito, consolerai meglio la memoria muscolare di ogni nota e non ti perderai nella melodia.
E’ come leggere una parola per volta piuttosto che una frase per intero quando cerchi gli errori di ortografia.
8 Duu e Vaa sono suoni neutri che si formano nella parte anteriore del viso dove la risonanza è più  facile da sentire e produrre. Ricorda che sebbene il suono sia prodotto in parte dalla corde vocali, sono le cavità di risonanza quali bocca e naso che ne determinano il timbro, ampiezza e vibrato. Il suono finito è scolpito in bocca.
9 Se impari a cantare in una postura scorretta, la memoria muscolare ricorderà queste brutte abitudini che saranno difficili da rimuovere più avanti in scena. Studia usando una postura che garantisca il massimo spazio aperto nella testa e che si possa utilizzare anche in scena. Evita di battere il piede, dondolare sulle gambe, muovere la testa senza motivo, agitare le braccia, giocare con le dita, chiudere le braccia conserte, etc.
10 Se provi a cantare un pezzo prima che tutti questi elementi siano consolidati, gli errori che farai in questa fase saranno molto più difficili da correggere più avanti. Prova ogni passaggio critico ed ascolta bene se stai producendo il suono migliore che puoi generare.
11 Se sei terrorizzato dal cantare alcune note o se semplicemente pensi che non vengano, l’istinto sarà automaticamente quello di “chiudere” ed una sensazione di paura e di rifiuto verrà memorizzata con quella nota. Queste paure restano attaccate alle note anche quando poi il brano dovessere essere trasposto in una tonalità più comodo.
Evita di aggredire le note o di farti intimorire.
12 Se canti sempre al limite delle tue possibilità, non avrai mai spazio per espandere il suono e rischi di sbattere contro un muro. Inoltre, se canti oltre il tuo limite di sicurezza, le corde vengono sottoposte ad una fatica muscolare che con il tempo produce arrossamenti, infiammazioni, ispessimento ed altre patologie più serie quali noduli e polipi.



Dall’esperienza IdeaVoce con Rob Seible, Dr. Kimberle Moon, Julia K. Laskowski, Abby Seible - traduzione e adattamento Robert A. Rossi

sabato 15 novembre 2014

Appoggio e Sostegno







L’APPOGGIO DIAFRAMMATICO
I muscoli intercostali esterni e il diaframma sono muscoli inspiratori. Gli stessi intervengono nell’appoggio diaframmatico mantenendo la loro posizione nella fase fonatoria.
L’appoggio  respriratorio è quella componente del controllo espiratorio attraverso la quale il soggetto mantenendo la contrazione degli intercostali esterni  e del dentato posteriore e superiore, rallenta la risalita del diaframma.
L’appoggio è quella condizione che a fine inspirazione permette il controllo del diaframma nel suo mantenimento verso il basso e nel suo allargamento (tramite l’azione di muscoli intercostali esterni che mantengono ampio il suo perimetro, come una pelle di un tamburo ben tirata). Essi controllano la spontanea tendenza a risalire del diaframma facendo sì che il ritorno non sia immediato. Questa metodica di controllo viene anche riferita come “spingi in basso e in fuori” o “siediti sul fiato”.
A cosa serve l’appoggio? Serve a controllare e dosare la pressione sottoglottica, ovvero la pressione aerea al di sotto delle corde vocali.

IL SOSTEGNO ADDOMINALE

Già dall'attacco iniziale del canto oltre alla componente di appoggio deve essere presente un certo grado minimo di sostegno addominale, che va ad incrementarsi nelle fasi finali dell’espirazione. 
Una buona respirazione fonatoria prevede un corretto bilanciamento delle componenti di appoggio e sostegno altrimenti in caso di eccessivo appoggio o sostegno il torace, che deve rimanere espanso, collassa dando senso di soffocamento, le spalle ruotano in avanti, la laringe affonda, la voce diventa pesante.

ESERCIZIO PER L’APPOGGIO:  
Stesi per terra, supini, gambe piegate.
INSPIRAZIONE: in due tempi 1-2
PAUSA: due tempi 3-4
ESPIRAZIONE: quattro tempi 5-6-7-8 mantenendo il torace ampio lavorare solo di appoggio. I muscoli addominali contribuiscono solo all’attacco vocale con un leggero tono muscolare. Non intervengono contraendosi verso la fine della fonazione.
PAUSA 9-10

VARIANTI:
In piedi.
In piedi con braccia all’altezza delle spalle, palmi verso il basso e spalle basse durante l’inspirazione e ritorno con braccia lungo i fianchi durante l’espirazione.
In piedi allungo i tempi di espirazione 5-6-7-8-9-10
Vocalizzo su unica nota comoda nell’espirazione.
Variante inspirazione: lenta (dal naso o dalla bocca), rapida (dal naso o dalla bocca)

ESERCIZIO PER I BAMBINI:
Immaginiamo di andare tutti insieme a giocare su un prato: è una bella giornata di sole e respiriamo a pieni polmoni. 
Raccogliamo un fiore e lo portiamo al naso. 
Sentiamo come profuma inspirando profondamente e intanto appoggiamo una mano sulle costole inferiori laterali e una sullo stomaco. Cosa sentiamo? La cassa toracica si gonfia come un palloncino?

Invitiamo i bambini a eseguire il gioco del fiore in posizione rilassata, senza alzare le spalle, con atteggiamento naturale a narici allargate e senza stringere la gola.

Cos'è il suono


COS’E’ IL SUONO

Ci vuole energia per ottenere un suono (si pensi all’energia che produce una bacchetta di tamburo su un pezzo di legno).
L’energia produce il moto.
Il moto genera onde sonore, queste si muovono e trasferiscono l’ energia che ha prodotto l’onda.
Vediamo come accade tutto ciò quando una bacchetta di tamburo batte su un pezzo di legno e genera un suono che si muove nell’aria (il mezzo che trasmette le onde sonore).
L’energia trasferita dalle onde sonore proviene dalla bacchetta in movimento.
Ogni volta che essa batte sul legno si crea una rapida vibrazione nei materiali di cui i due oggetti sono composti.
Per vibrazioni si intende il movimento delle minutissime particelle di cui i corpi sono costituiti.
Queste particelle si chiamano molecole. Le molecole sono invisibili ed hanno la facoltà si subire leggerissime oscillazioni, ognuna indipendente dall’altra senza alterare la composizione del proprio corpo.  

Allora le vibrazioni spingono lontano le molecole dell’aria con la forma di onde circolari.
Le onde sono prodotte quando le molecole si scontrano con quelle vicine e rimbalzano.
Ogni serie di collisioni comprime leggermente l’aria e quindi le onde sonore sono realmente un susseguirsi di compressioni che originano da una sorgente di vibrazioni.
Una singola molecola d’aria semplicemente si muove sù e giù quando le onde sonore le passano accanto.
Se noi potessimo fornire una molecola di inchiostro e poi le lasciassimo iniziare il suo movimento avanti e indietro, a contatto con un foglio di carta perpendicolare ad essa, otterremmo una curva chiamata onda sinusoidale.


È questo il modo con cui vengono rappresentate le onde sonore. Ma quello che realmente sta succedendo è che molte molecole si muovono semplicemente avanti e indietro, come questa, andando a sbattere le une con le altre. E tutte  queste molecole insieme spingendosi e rimbalzando formano una serie di compressioni sferiche che vengono emanate da una sorgente di vibrazioni.
Così si muove un’onda sonora.


La sua velocità dipende dalla velocità con cui viene trasmessa l’energia della vibrazione.
Le molecole d’aria sono relativamente separate le une dalle altre e quindi il suono si muove più lentamente nell’aria che in un mezzo più denso come l’acqua.

In genere, più il mezzo è denso più il suono lo attraversa velocemente.
In assenza di mezzo, il suono non si muove.

Le onde sonore non sono soltanto suoni ma onde di compressione in un mezzo.

Non possiamo riconoscerle come suoni fino a che non arrivano alle nostre orecchie.
Esse vengono trasferite sotto forma di vibrazioni alle delicate parti più interne dell’orecchio.




Poi come segnali elettrici sono trasmesse alle ramificazioni del nervo acustico e quindi al cervello.
E’ soltanto qui che questi segnali vengono interpretati come suoni, dopo molte trasformazioni energetiche.
Quando ascoltiamo dei suoni ci accorgiamo delle molte differenze che ci aiutano a riconoscere  un suono da un altro; per esempio  alcuni suoni sono più alti di altri.
Ma le onde sonore per se stesse non hanno altezza o intensità. Quello che caratterizza un’onda sonora è la frequenza e la altezza.
Vediamo cosa significa in termini di una singola molecola d’aria a cui forniamo dell’inchiostro e un foglio di carta.
Si ottiene nuovamente un’ onda sinusoidale, se la trasferiamo in un diagramma possiamo dare alcune definizioni.
Il movimento avanti e indietro lontano dall’asse e verso l’asse rappresenta una vibrazione o un ciclo.

La frequenza di un’onda sonora  indica quanti cicli al secondo essa produce nel mezzo che sta attraversando.
Quando la frequenza aumenta, più onde al secondo raggiungono le nostre orecchie e noi ascoltiamo un suono alto.
Quando la frequenza  diminuisce ne ascoltiamo uno basso.
Quando due suoni hanno lo stesso tono significa che sono state prodotte da onde sonore di ugual frequenza.



Per quanto riguarda la sensazione sonora dobbiamo pensare anche a quello che un’ onda sonora è in definitiva:  un trasferimento di energia.
Quelle che noi percepiamo come sensazioni  diverse  in realtà sono differenze della quantità di energia  che viene trasferita da una molecola all’altra.
Il cammino che compie la molecola al di sopra e al di sotto dell’asse immaginario è l’Ampiezza dell’onda: essa in parte dipende dall’energia che produce un suono.
Se l’energia è poca, l’ampiezza è bassa e il suono è debole.
Se l’energia è molta, l’ampiezza è maggiore e il suono è forte e  pericoloso per le strutture dell’orecchio.


domenica 9 novembre 2014

Significato e testo delle canzoni

da : http://www.significatocanzoni.it/chandelier-sia/

SIGNIFICATO CHANDELIER

INTERPRETAZIONE #1
‘Chandelier’ è l’ultimo singolo rilasciato da Sia, cantante più nota al mondo per comporre canzoni per altri cantanti famosi o per duettare con loro, giusto per citarne alcuni ricordiamo i duetti con Beyoncé (“Pretty Hurts”), Celine Dion (“Loved Me Back to Life”), Flo Rida (“Wild Ones”), David Guetta (“Titanium”), Katy Perry (“Double Rainbow”), Rihanna (“Diamonds”), and Britney Spears (“Perfume”). Questa volta la cantante da uno strappo alla regola e dopo quasi 5 anni, decide di scrivere questa canzone per se stessa e cantarla dunque da solista. Il risultato è qualcosa di strepitoso, un singolo che mette in risalto una volta di più le sue doti di cantante, capace di raggiungere ottave che ben poche persone possono vantarsi di raggiungere.
Il testo della canzone racconta in modo originale (o forse in tono quasi di denuncia) lo sballo che le ragazze più volte provano durante le folli serate di svago, condite il più delle volte da troppi drink consumati (“1,2,3, drink! 1,2,3, drink!”) che portano inevitabilmente le persone ad ubriacarsi. Un testo che dunque porta l’attenzione all’esagerazione di certe serate vissute come se non ci fosse un domani, non a caso la canzone dice proprio:”I’m gonna live like tomorrow doesn’t exist” tradotto con “Vivrò come se domani non esistesse”. La serata e lo svago esagerato portano inevitabilmente al mattino seguente dove ci si rende conto di aver superato ogni limite e alla spensieratezza del giorno precedente subentra la vergogna di ciò che si è fatto:”il sole è alto, sono un disastro, devo uscire adesso, devo scappare da questo, arriva la vergogna, arriva la vergogna”.
Al di là del tema trattato, la canzone come già detto precedente, risulta assolutamente di alto livello e sicuramente potrebbe essere la vera sorpresa di questo Maggio 2014.
INTERPRETAZIONE #2 (inviata da Giada R.)
Secondo me è vero, Sia “denuncia” la situazione di molte ragazze, che poi è comune anche a tanti ragazzi, cioè quella di bere e divertirsi senza freni; ma c’è di più dietro questa situazione: probabilmente hanno una situzione di disagio, in cui si sentono deboli o soffrono a causa di famiglia, problemi di violenze o qualsiasi causa possa far soffrire dei ragazzi. A causa di questo scappano, anche solo per una notte, dai loro problemi, dalla vita reale che è vuota, rappresentata anche dalla casa semi-vuota che si vede nel video. Dice “Party girls don’t get hurt,Can’t feel anything” ( Le ragazze che fanno festa non si fanno male, non sentono nulla) e questo è come se riflettesse una ragazza dentro sè stessa, convincendosi che così potrà fuggire dai suoi problemi; poi afferma ” vivrò come se non esistesse un domani” perchè quel domani significa tornare alla realtà, alla vita di tutti i giorni, in cui tutto è troppo difficile, pesante e da cui non si può scappare. “Help me, I’m holding on for dear life” ( Aiutami, sto aspettando una vita più cara) è una richiesta di aiuto per essere salvata dalla vita, dalla realtà, da se stessa. Aspetta che qualcuno la venga a salvare.

CURIOSITA’ SUL VIDEO
Il video della canzone mostra una bambina, che durante tutta la durata della canzone balla dentro ad una casa semi vuota, esibendosi in vere e proprie evoluzioni degne di una ballerina professionista, alternate a volte a movimenti ed espressioni del volto quasi isteriche: quest’ultima cosa però non deve sorprendere, se si pensa appunto a ciò che racconta la canzone, agli stati d’animo delle donne che cambiano in continuazione, fino allo sballo totale in cui non ci si rende neanche più conto del modo in cui si sta ballando e in generale da ciò che si sta facendo. Alla luce di ciò, le espressioni e i movimenti presenti nel video, incarnano perfettamente le parole del testo. Ad ogni modo la performance generale rimane di alto livello e tutto ciò è reso ancora più unico dal fatto che la bambina protagonista del video ha appena 11 anni e nonostante la sua giovane età dunque riesce ad eseguire una performance che sicuramente non passerà inosservata. La bambina in questione ad ogni modo non è sconosciuta al grande pubblico americano, in quando si tratta di Maddie Ziegler, famosa per aver partecipato al conosciutissimo reality show americano Dance Moms.
Vuoi dare anche tu una interpretazione diversa a questa canzone? Inviala a
significatocanzoni@gmail.com
la pubblicheremo a tuo nome oppure lascia semplicemente un commento in fondo al post.

TESTO E TRADUZIONE

TESTO

Party girls don’t get hurt
Can’t feel anything, when will I learn
I push it down, push it down
I’m the one “for a good time call”
Phone’s blowin’ up, they’re ringin’ my doorbell
I feel the love, feel the love
1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink
Throw em back, till I lose count
I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier
I’m gonna live like tomorrow doesn’t exist
Like it doesn’t exist
I’m gonna fly like a bird through the night, feel my tears as they dry
I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier
And I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
Help me, I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
On for tonight
Sun is up, I’m a mess
Gotta get out now, gotta run from this
Here comes the shame, here comes the shame
1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink
Throw em back till I lose count
I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier
I’m gonna live like tomorrow doesn’t exist
Like it doesn’t exist
I’m gonna fly like a bird through the night, feel my tears as they dry
I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier
And I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
Help me, I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
On for tonight

TRADUZIONE

Le ragazze che fanno festa non si fanno male
non senti niente, quando imparerò
a smetterla, a smetterla
sono l’unica pronta per la chiamata
il telefono sta squillando, mi suonano alla porta
sento l’amore, sento l’amore
1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi
Tirali via, finché non perdo il conto
Ondeggerò dal lampadario, dal lampadario
Vivrò come se domani non esistesse
Come se non esistesse
Volerò come un uccello attraverso la notte, sentirò le lacrime che si asciugano
ondeggerò dal lampadario, dal lampadario
Sto aspettando la vita migliore, non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
aiutami, sto aspettando una vita più cara,non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
oh, stanotte
il sole è alto, sono un disastro
devo uscire adesso, devo scappare da questo
arriva la vergogna, arriva la vergogna
1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi
Tirali via, finché non perdo il conto
Ondeggerò dal lampadario, dal lampadario
Vivrò come se domani non esistesse
Come se non esistesse
Volerò come un uccello attraverso la notte, sentirò le lacrime che si asciugano
ondeggerò dal lampadario, dal lampadario
Sto aspettando la vita migliore, non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
aiutami, sto aspettando una vita più cara,non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
oh, stanotte

Il palato molle -

IL PALATO MOLLE

In fondo alla bocca, dietro agli incisivi superiori,  dietro al palato duro c’è il palato molle. Lo possiamo sentire e toccare. Lo trovi dietro il palato duro, sul soffitto della bocca.
Pronuncia una A allo specchio e lo vedrai …
Il controllo del palato molle migliora la fonazione nel canto poiché sollevandolo si amplia la cassa di risonanza orale, allargando la cavità della bocca e permettendo al suono di risuonare dentro un'area piu' grande.
Più sollevi il palato molle più amplii la tua cassa di risonanza. 

COME SI COMPORTA IL PALATO MOLLE.
Il palato molle è il portoncino che divide la cavità orale dalla cavità nasale.
Quando è completamente abbassato il suono passa dalla faringe al naso.
Quando è sollevato il suono entra nella cavità spaziosa cavità orale.

COME SI SOLLEVA IL PALATO MOLLE
Il palato molle si solleva con lo sbadiglio, con una inspirazione intensa a bocca aperta, pensando di avere una patata in bocca, verticalizzando il suono, stupendosi, emettendo il suono della rana (gra con r emessa alla francese), o emettendo semplicemente una O....

Ricordiamoci sempre però che nel canto non e' opportuno forzare le posizioni... dunque palato molle alto e disteso sì, ma se si sente "tirare", se si percepisce una situazione di "dolore leggero" o di "disagio", significa che stiamo sollevando troppo...
L'immagine azzeccata che mi viene in mente per pensare all'ampiezza naturale del palato molle e' quella di un paracadute aperto...

COME PIAZZARE IL SUONO SUL PALATO MOLLE :
IL SUONO DELLA RANA

Il suono della rana si emette con una vibrazione del palato molle. 
Si tratta di pensare al suono “GR”, con la “r” francese pensando solo ad “A”, a lingua ferma, quasi fosse un gargarismo vocale.
La sensazione è di totale rilassatezza, non deve essere la lingua a vibrare.
Se pensi ad una U anziché ad una A si trasforma nel suono del colombo o del gufo.
ESERCIZI
Provare e riprovare questo suono per 2/3 minuti. A quel punto il suono ha preso una certa aggressività, come fosse un ruggito che si può riconoscere nei cantanti.
ESERCIZIO:
Allunga l’inizio della A come se dicessi AAAArmadio. 
Quella stessa “A” emettila con il muscolo del pianto, su note più acute.
Non alzare la laringe, non strizzare la gola.
Pensa alla A associata ad una bella emozione, ad una risata.Sentirai come si apre la gola e come si alza il palato molle. (da Manuale di Canto di Andrea Toson)

La struttura di una canzone


Le 7 parti di una canzone:

1°) INTRO STRUMENTALE: annuncia l’inizio del brano e precede la voce cantata, serve ad attirare l’attenzione dello spettatore sul pezzo ed immergerlo nell’atmosfera del brano.

2°) STROFA: con l’inizio della strofa entra la voce. Con la strofa il racconto della canzone inizia. La strofa si ripete una o due volte prima del ritornello e poi di nuovo dopo il ritornello.

3°) RITORNELLO/INCISO è la parte più orecchiabile del pezzo, la parte più importante, il cuore della canzone; è la parte che si memorizza più facilmente, quella in cui si trovano le frasi chiave, è il cuore della canzone.

4°) BRIDGE/ PONTE serve a collegare la strofa al ritornello. E’ quella parte, prima dell’ultimo ritornello, che lega la strofa al ritornello. Nel ponte la melodia è leggermente diversa dal resto della canzone.

5°) PARTE STRUMENTALE è la parte in cui si eseguono gli assoli strumentali ed eventualmente può esserci qualche assolo vocale.

6°) SPECIAL / SPECIALE  è una parte a sé e  spezza un po’ la tensione del brano. Dal punto di vista melodico e armonico è differente dal resto della canzone.

7°) FINALE /CODA pone termine al pezzo e può essere strumentale, corale o può essere un assolo vocale e chiude la canzone. La chiusura può essere netta o sfumata.


Non è detto che una canzone sia composta da tutte e 7 le parti della struttura; la scelta è a discrezione del compositore.

Prova a riconoscere le 7 parti in cui è strutturata una canzone nei brani che ascolti più di sovente!!!



Imparare a sentire...


Il verbo SENTIRE, nella lingua italiana è ricco di significati e viene utilizzato in più accezioni:
si sente un rumore (un vetro che si frantuma), si sente un suono (una musica alla radio), si sente un’emozione (mi sento innamorato), si sente un profumo (di un fiore), si sente un gusto (senti che buono questo gelato), si sente uno stato d’animo (mi sento felice, triste), si sente col tatto (senti che superficie dura)……
Il verbo SENTIRE è un verbo POLIVALENTE E PLURIUTILIZZATO!!

Soffermiamoci ai significati circoscritti alla musica:

Nel canto ci serve:

Sentire un suono (con l’orecchio)
Sentire un’emozione, uno stato d’animo (con il cuore)

Per cantare BENE abbiamo bisogno di SENTIRE BENE con l’orecchio e di SENTIRE LE EMOZIONI del nostro cuore.
E ancora…. Per SENTIRE abbiamo bisogno di IMPARARE AD ASCOLTARE con l’orecchio e con il cuore. (da Manuale di Canto di Andrea Tosoni)