domenica 9 novembre 2014

La struttura di una canzone


Le 7 parti di una canzone:

1°) INTRO STRUMENTALE: annuncia l’inizio del brano e precede la voce cantata, serve ad attirare l’attenzione dello spettatore sul pezzo ed immergerlo nell’atmosfera del brano.

2°) STROFA: con l’inizio della strofa entra la voce. Con la strofa il racconto della canzone inizia. La strofa si ripete una o due volte prima del ritornello e poi di nuovo dopo il ritornello.

3°) RITORNELLO/INCISO è la parte più orecchiabile del pezzo, la parte più importante, il cuore della canzone; è la parte che si memorizza più facilmente, quella in cui si trovano le frasi chiave, è il cuore della canzone.

4°) BRIDGE/ PONTE serve a collegare la strofa al ritornello. E’ quella parte, prima dell’ultimo ritornello, che lega la strofa al ritornello. Nel ponte la melodia è leggermente diversa dal resto della canzone.

5°) PARTE STRUMENTALE è la parte in cui si eseguono gli assoli strumentali ed eventualmente può esserci qualche assolo vocale.

6°) SPECIAL / SPECIALE  è una parte a sé e  spezza un po’ la tensione del brano. Dal punto di vista melodico e armonico è differente dal resto della canzone.

7°) FINALE /CODA pone termine al pezzo e può essere strumentale, corale o può essere un assolo vocale e chiude la canzone. La chiusura può essere netta o sfumata.


Non è detto che una canzone sia composta da tutte e 7 le parti della struttura; la scelta è a discrezione del compositore.

Prova a riconoscere le 7 parti in cui è strutturata una canzone nei brani che ascolti più di sovente!!!



Imparare a sentire...


Il verbo SENTIRE, nella lingua italiana è ricco di significati e viene utilizzato in più accezioni:
si sente un rumore (un vetro che si frantuma), si sente un suono (una musica alla radio), si sente un’emozione (mi sento innamorato), si sente un profumo (di un fiore), si sente un gusto (senti che buono questo gelato), si sente uno stato d’animo (mi sento felice, triste), si sente col tatto (senti che superficie dura)……
Il verbo SENTIRE è un verbo POLIVALENTE E PLURIUTILIZZATO!!

Soffermiamoci ai significati circoscritti alla musica:

Nel canto ci serve:

Sentire un suono (con l’orecchio)
Sentire un’emozione, uno stato d’animo (con il cuore)

Per cantare BENE abbiamo bisogno di SENTIRE BENE con l’orecchio e di SENTIRE LE EMOZIONI del nostro cuore.
E ancora…. Per SENTIRE abbiamo bisogno di IMPARARE AD ASCOLTARE con l’orecchio e con il cuore. (da Manuale di Canto di Andrea Tosoni)





Stretching vocale pre-fonatorio


Alcuni esercizi per risvegliare il tratto vocale





1) BRUH……COME RILASSARE VISO E LABBRA

Pronunciare il suono “uh” e far vibrare le labbra, senza forzare l’uscita dell’aria, senza spingere per emettere il suono. Il suono deve uscire naturalmente.
La lingua rimane ferma nella sua sede naturale.
Affondare le dita sulle guance fino a toccare i denti.
Inizia il pianoforte (all’inizio senza metronomo e poi via via con) e poi il pianoforte ripete insieme al vocalizzo.
Far cantare e sostenere una nota sola, inizialmente. Una nota che sia comoda e nel registro di petto.
La fuoriuscita del fiato deve essere regolare, non importa quanto lunga, ma regolare.

Far cantare 3 note in successioni distanti un tono una dall’altra, le note sono appositamente vicine per non creare nell’allievo l’ansia dell’intonazione.
Importanza prestata alla modalità di esecuzione del esercizio, più che sull’effetto finale.

Far cantare 4 note in successione
Far cantare 5 note in successione .

Lo scopo dell’esercizio è rilassare guance e labbra, diversamente le labbra non riuscirebbero a vibrare.
Anche se all’inizio la voce si scollega, non è importante. L’importante è rimanere in condizioni di rilassatezza facciale.

Suggerimento: se le labbra non vibrano è perché i muscoli facciali sono contratti. Nel caso in cui questo avvenga nelle note più alte chinarsi in avanti per dare la sensazione di andare verso il basso e non verso l’alto.

“BRUH” PROVIAMOLO CON LO SQUILLO
Riprovare l’esercizio precedente ma con lo squillo… per fare lo squillo alzare gli zigomi, sorridere e portare il suono nel naso.

2) RUH …. RILASSIAMO LA LINGUA




Ripetere l’esercizio 1) lasciando vibrare leggermente la lingua e lasciando rilassate le labbra.
Quando l’allievo riuscirà ad eseguire i due esercizi significherà che:
non avrà più costrizioni da parte dei muscoli esterni. E’ difficile far vibrare labbra e lingua se i muscoli costringono la laringe;
la quantità d’aria per fonare è corretta;
le corde si stanno assottigliando man mano che si sale
e la lunghezza vibrante si sta accorciando.

ESERCIZIO: STRETCHING PER LE CORDE VOCALI



Con una unica espirazione emettere i suoni  MA- ME- MI- MO- MU utilizzando toni gravi che infondono sicurezza e permettono di ottenere un buon rilassamento e riscaldamento delle corde. Ripetere 5 volte. Il suono deve uscire uniforme.

GLI ESERCIZI DEL RISVEGLIO DEL MUSCOLO VOCALE
Innanzitutto occorre rilassare la voce, risvegliare la voce.
Questi esercizi aiutano ad avere una voce fresca e pronta per qualsiasi necessità vocale (cantata o parlata) e si possono eseguire al risveglio quotidiano.
Ecco gli esercizi:
-      ronzare emettendo un Z. In questo modo le corde cominciano a vibrare e a risvegliarsi.
-      Emettere un suono detto del bordo, simile al cigolio del cardine di una porta o al lamento (voce del pianto).
-      Rollio delle labbra, far vibrare le labbra (come fosse uno sbuffo) ma in maniera costante, controllata e continua, per alcuni secondi.
-      Trillo della lingua: pronunciare una r facendo vibrare la lingua in posizione appena dietro ai denti superiori,

VOCAL FRY  - STRETCHING CORDE VOCALI

Iniziare a vocalizzare su note comode, muovendosi verso le note più gravi e quelle più acute del proprio registro con gradualità e ritornando sempre, in finale, alle note più comode.






Importanza della concentrazione e del rilassamento

L’IMPORTANZA DELLA CONCENTRAZIONE
E DEL RILASSAMENTO



Per poter sentire un suono e poterlo ripetere correttamente è necessario CONCENTRARSI.
Per poter sentire un’emozione e trasmetterla è necessario RILASSARSI, sgomberare la mente dai pensieri, dai problemi quotidiani, far “tabula rasa” delle preoccupazioni ed essere unicamente QUI con il corpo e con la mente.
Ed è per questo che all’inizio di ogni lezione è utile fare esercizi di rilassamento corporeo e stretching per liberarci dalle tensioni quotidiane.

Esempi di Esercizi: Sgombera la mente e concentrati sulla tua respirazione, senti il tuo respiro, senti la musicalità del tuo respiro. Ora respira più profondamente, senti la tua respirazione … com’è?
È clavicolare , è addominale, è rilassata, è lenta, è veloce, è nasale, è orale.

Esempi di esercizi: Respira profondamente ed espira con una S sibilante tenuta senza contrazioni di nessun tipo. La S deve essere una liberazione regolata. Nessuna tensione si deve generare emettendo il suono.

Esempi di esercizi: ...un po’ di stretching! Roteare il capo verso destra e sinistra, roteare la spalla verso destra e sinistra, Aprire e chiudere la mascella. Massaggiarsi il collo e il viso, far ruotare la lingua all'interno della bocca.


ESERCIZI DI RILASSAMENTO PSICO-MOTORIO

IL RILASSAMENTO E IL COORDINAMENTO




Per cantare è necessario essere rilassati altrimenti non riesci a coordinare la tua voce e non riesci a controllare tutti i meccanismi che intervengono nell’emissione del suono.
Il legame tra corpo e voce è strettissimo.
Se si canta rigidamente e in tensioni si rischia di avere una prestazione precaria e faticosa.
E’ di fondamentale importanza cantare rilassati.
Le pressioni quotidiane alle quali siamo sottoposti sono molte e si riverberano nel corpo inficiando l’espressione vocale.

Ecco alcuni esercizi di rilassamento:

ESERCIZIO:  RILASSAMENTO SUGGESTIVO

Sdraiati, chiudi gli occhi e immagina di essere in un luogo per te rilassante (un luogo di mare o di montagna), tranquillo e gradito e congiuntamente applica una respirazione profonda (vedi argomento respirazione vitale)

ESERCIZIO:  RILASSAMENTO PROGRESSIVO

Trova un momento in cui sei solo e in un ambiente tranquillo.
Sdraiati, chiudi gli occhi, concentrati su ogni minimo punto del corpo, partendo dalla punta dei piedi e progredendo fino alla testa, passando da tronco e arti.
Su ogni singolo punto del tuo corpo su cui ti concentri applica una improvvisa e attiva contrazione e poi  un rilassamento.
Si percepisce a fine esercizio una sensazione di benessere e rilassamento generalizzato.

ESERCIZIO:  RILASSAMENTO SENSORIALE




Trova un momento di solitudine e di tranquillità, supino e ad occhi chiusi pensa ad un’immagine sensoriale che ti possa riportare allo stato di benessere (il profumo di un prato fiorito, il suono delle onde del mare, il fruscio del vento).


ESERCIZIO: RILASSAMENTO EMOTIVO

Puoi rievocare momenti felici che ti hanno appagato e reso sereno, rilassato. 
L’utilizzo del rilassamento come preliminare alla tecnica vocale è sempre più usato.
Il rilassamento come preliminare alla esecuzione di esercizi fonatori è utilizzato da molti logopedisti nel trattamento delle turbe vocali.
Il rilassamento è quell’esperienza muscolare , sistematica, di decontrazione profonda del corpo e di liberazione della psiche da tensioni/preoccupazioni.
Quando si tratta di rilassamento in vista di un’educazione vocale il rilassamento è l’allenamento al controllo del tono muscolare, alla padronanza di sé, all’acquisizione del controllo della propria energia.

ESERCIZIO DI RILASSAMENTO AD OCCHI APERTI

E’ una pratica di rilassamento che si orienta verso il rilassamento corporeo ma soprattutto verso il controllo psicomotorio.
Il soggetto è condotto sia a rilassarsi che a mobilizzare la propria muscolatura in modo misurato.
Il soggetto rimane ad occhi aperti durante tutto l’esercizio proprio per non “estraniarsi” dal contesto in cui si trova in modo da saper riproporre ovunque un simile tipo di esercizio.
La respirazione è costituita da sospiri frammentati da pause.
L’esercizio dura dai 5 ai 7 minuti.
Occorre sdraiarsi o comunque assumere la posizione più confortevole.
1_ periodo di adattamento. Nei primi secondi fino ai due minuti occorre prendere coscienza della propria posizione, comoda , confortevole.
2_Effettuare una respirazione poco ampia con la bocca semi-aperta e realizzando un rallentamento rumoroso dell’aria.
Il rumore in inspirazione è quello di un /ffff/ al contrario rapidamente crescente.
Il rumore espiratorio concatenato  è quello di una /sssssc/ decrescente
Il movimento respiratorio sarà sia addominale che toracico, contemporaneamente e con ritmo naturale.
Controllare con le mani posate su addome e torace che entrambi si sollevino nello stesso momento con movimento armonioso e contemporaneo.
Si eviterà così il blocco del torace che si produce quando si respira con modalità addominale.
Inframmezzare sospiri solo addominali e sospiri solo toracici.
Ogni ciclo di respirazione dovrà essere accompagnato da una pausa respiratoria nella quale ci si sentirà in uno stato di benessere generale, sempre che il soggetto abbia respirato in maniera soddisfacente.

Durante la pausa respiratoria la bocca rimane semi aperta,  rilassata e aperta resta anche la glottide, non ci devo essere ostacoli tra l’aria esterne e l’aria nei polmoni.
Se si tende a chiudere labbra o glottide lo stato di equilibrio non è stato ottenuto.
I sospiri devono avere ritmi variabili.

3_ TENSIONE DETENSIONE DELLE PARTI DEL CORPO
Nella pausa respiratoria e dopo aver effettuato qualche sospiro il soggetto vieve invitato a contrarre i muscoli del braccio destro. La contrazione dura 2-3 secondi. Inizia lieve poi si rinforza poi cessa di colpo. Si traduce in un blocco delle articolazioni ma in realtà non si produce alcun movimento. Il soggetto si sforza a limitare il movimento effettivo del braccio e soprattutto l’energia non deve diffondersi al resto del corpo.
La tensione detensione parte dalla gamba destra, gamba sinistra, braccio sinistro, testa, braccio destro.

Dopo aver fatto un giro attorno al corpo, l’esercizio termina e il soggetto si sentirà in uno stato di benessere generale ma totalmente collegato con l’esterno.

Da La voce, terapia delle turbe vocali di F. Le Huche e A. Allali 

Le Cavità di Risonanza

LE CAVITA’ DI RISONANZA






La corretta emissione della voce cantata prevede il corretto e bilanciato utilizzo della nostra cassa di risonanza naturale, solo in questo modo la voce si arricchisce di armoniche, si amplifica.
La nostra cassa armonica è costituita dalle cavità di risonanza che fungono da megafono per la nostra voce cantata.
Le cavità sono: la cavità nasale, orale e faringea.
La faringe si trova dietro la bocca, situata posteriormente alla lingua. E’ una cavità mobile e di dimensioni variabili. Ovviamente nel cantare la zona deve rimanere ampia e maggiore sarà la sua ampiezza, più il nostro suono sarà libero, naturale. Per far ciò la muscolatura del collo, della lingua deve rimanere rilassata.
La bocca è una cavità di risonanza. Nel canto lo spazio buccale deve rimanere ampio.
Il velo palatino è il soffitto posteriore della bocca, è un organo mobile che si può alzare e abbassare e mette in comunicazione (se abbassato ) o separa (se alzato) la bocca con il naso.
Al fondo della bocca si vede l’ugola, un piccolo muscolo che pende dal centro del velo palatino.
Le fosse nasali per mezzo di piccoli orifizi comunicano con  seni paranasali.  Insieme costituiscono la “maschera” della voce. Infatti un suono quando è in maschera risuona proprio in questa zona (proprio nella zona in cui si pongono le mascherine di carnevale).
I seni sono quattro: frontale, mascellare, etmoidale (tra occhio e lato del naso) e sfenoidale (soffitto del rinofaringe).

Un bel dibattito avvolge il discorso dei seni paranasali. Alcuni li considerano semplici consuonatori altri li considerano dei risuonatori veri e propri. Alcuni considerano gli spazi paranasali degli spazi collassati che al massimo vibrano al passaggio dell’aria e nulla di più.

LE DIVERSE SCUOLE DI PENSIERO:
Secondo alcuni studiosi della voce, il suono è capace di propagarsi attraverso le ossa del corpo umano. Ecco perché testa e petto sono zone di risonanza importantissime. Le espressioni voce di testa e voce di petto indicano appunto le zone di risonanza della voce. Sono zone di risonanza ma non zone di produzione della voce. La voce si produce sempre a livello laringeo, attraverso l’accollamento delle corde vocali al passaggio dell’aria.
La voce emessa si propaga per tutto il corpo utilizzando le ossa come veicolo. Ecco perché si dice che si canta con tutto il corpo.
  
A differenza della cassa di risonanza degli strumenti musicali, la cassa di risonanza umana è costituita da ORGANI MOBILI tra cui lingua, labbra, laringe, velo del palato; a seconda della conformazione e della posizione di questi organi la voce si rinforza con armonici differenti e quindi presenta timbri diversi e accezioni diverse.
Quando si dice “dar corpo al suono” o “focalizzare il suono” “dar punta alla voce” “portare il suono nel palco”, “proiettare il suono”, tenere alta la posizione, far correre il suono si intende proprio l’amplificazione naturale del suono.
E quando si dice che il suono è ingolato, nasale, indietro ci si riferisce ad un particolare o scorretto utilizzo di questi armonici.
La voce, intesa come prodotto della vibrazione delle corde vocali assume un TIMBRO, un COLORE  nel momento in cui viene fatta risuonare e viene rinforzata attraverso le cavità di risonanza che ne amplificano l’intensità e gli armonici.
Cosa sono fisicamente le cavità di risonanza?
Sono degli SPAZI che contengono ARIA. Sono le particelle d’aria contenute negli spazi che vengono investite dall’onda sonora e risuonano, cioè, vibrano producendo un suono composto da una banda di frequenze (che sono le armoniche) che arricchiscono il suono. L’aria risuona a seconda della POSIZIONE (atteggiamento), CONFORMAZIONE (struttura anatomica) della cavità al momento della emissione della voce.  E’ l’aria che risuona, non le cavità.
Come si chiamano anche le cavità di risonanza?
Le cavità di risonanza sono anche dette TUBO AGGIUNTO poiché amplificano il suono secondariamente all’emissione, oppure sono chiamate CAVITA’ SOPRAGLOTTICHE poiché sono poste al di sopra della glottide.

VOCE DI PETTO (emissione di note gravi): In ogni caso le cavità di risonanza sono poste SEMPRE tra la sorgente sonora e l’ambiente.
NON sono risuonatori gli organi del torace (petto, polmoni) poiché non amplificano il suono emesso, al limite vibrano insieme ad esso, consuonano. (fenomeni vibratori muscolari).
Il altre parole il petto non risuona ma consuona ed è errato considerare la voce di petto come una caratteristica timbrica, come un registro.
CANTO IN MASCHERA: Non sono risuonatori ma consonatori gli organi dello scheletro facciale (tipo seni paranasali). In questo caso il cantante fa riferimento alla vibrazione emessa dallo scheletro facciale nel momento dell’emissione vocale. Lo scheletro facciale consuona con la voce, ma non risuona amplificando la voce.
VOCE DI TESTA (emissioni di note acute): in questo caso le sensazioni vibratorie sono avvertite nel cranio e nel massiccio facciale per vibrazione delle strutture anatomiche presenti in queste sedi.

La conformazione dei risuonatori è variabile da individuo a individuo però, in generale, un cantante che affronta le note con UN VISO LARGO, CON AMPIA COMPONENTE ZIGOMATICA (SORRISO) è segnale di BUONA AMPIEZZA DELLE CAVITA’ DI RISONANZA, DELLA MASCHERA il che coincide con una buona propagazione della voce in quelle cavità, che fungono da megafono e amplificano la voce, arricchendola.
LA COSTRUZIONE DELL’UOVO  e cioè come dar corpo alla propria voce e farla risuonare correttamente.
La capacità di dosare i risuonatori della nostra cassa armonica naturale prevede che, innanzitutto, la voce abbia un CORPO, uno SPESSORE, una AMPIEZZA DI CAVITA’ (la base dell’uovo), che dà alla voce pienezza e rotondità e al tempo stesso la voce deve avere una PUNTA, una DIREZIONE, una PROIEZIONE, che conferisce BRILLANTEZZA E FOCALITA’ al suono (la punta dell’uovo).
I DIFETTI NELLA COSTRUZIONE DELL’UOVO si manifestano nel momento in cui il cantante ha un suono INGOLATO, caratterizzato da un arretramento della base della lingua, difetto di chi cerca di scurire la propria voce con artefizio; altro difetto si innesca quando si mette troppo in tensione la base della lingua e la faringe, ingolando il suono.  A volte capita di nasalizzare troppo il suono per cercare di immascherare maggiormente la propria voce.

Da “Risonanze, ovvero La costruzione dell’uovo” di Franco Fussi

La Respirazione vitale e La respirazione nel canto




LA RESPIRAZIONE VITALE

La funzione primaria del sistema respiratorio è quella di fornire l’ossigeno al corpo ed eliminare le sostanze di rifiuto ovvero l’anidride carbonica.
IN UN ATTO DI INSPIRAZIONE NORMALE
-      il cervello segnala ai muscoli respiratori che il corpo ha bisogno di ossigeno;
-      il diaframma scende appiattendosi;
-      la cavità toracica si allarga e i muscoli della cassa toracica la sollevano allargando la cavità toracica lateralmente;
-      entra aria nei polmoni.
IN UN ATTO DI ESPIRAZIONE NORMALE:
-      il cervello segnala ai muscoli respiratori che il corpo ha bisogno di liberarsi dell’anidride carbonica
-      i muscoli della cassa toracica si rilassano e il muscolo diaframma si rilassa;
-      il diaframma ritorna alla posizione originale e la cassa toracica ridiscende.
-      I polmoni si restringono nuovamente;
-      L’aria viene spinta fuori.

LA RESPIRAZIONE NEL CANTO
Nell’atto del cantare e del parlare la respirazione viene regolata dalle esigenze primarie insite nell’atto stesso, fintanto che ciò non interferisce con le esigenze corporee di sopravvivenza.
La respirazione toraco-diaframmatica  è la modalità respiratoria fisiologica e forse dimenticata, alterata e va recuperta.
IN UN ATTO DI INSPIRAZIONE DURANTE IL CANTO                   
-      il cervello segnala ai muscoli respiratori la necessità di aria per produrre suoni;
-      il diaframma si abbassa  e i muscoli intercostali laterali allargano le costole e la cavità toracica;
-      i muscoli addominali sono rilassati;
-      i polmoni prendono aria.

DIFFERENZE RISPETTO ALL’ATTO INSPIRATORIO VITALE
-      la quantità d’aria che entra nei polmoni è regolata;
-      se ammettiamo che esiste una respirazione clavicolare (errata) che innalza la parte antero superiore del petto, allora nel canto questo non deve succedere. Sono i muscoli intercostali laterale e inferiori a lavorare allargando il petto lateralmente.


IN UN ATTO DI ESPIRAZIONE DURANTE IL CANTO
-      il cervello segnala ai muscoli respiratori la necessità di aria da inviare alle corde vocali;
-      i muscoli del torace mantengono la posizione del torace, comodamente alto, e rimangono allargati con cassa toracica e polmoni espansi.
-      Il diaframma mantiene la posizione d’appoggio, ritardando la risalita (appoggio diaframmatico)
-      I muscoli addominali intervengono da sostegno a spingere il diaframma lentamente e costantemente verso l’alto regolando il flusso dell’aria in uscita (sostegno addominale)
-      L’aria viene rilasciata nella quantità utile alle corde vocali.

DIFFERENZE RISPETTO ALL’ATTO ESPIRATORIO VITALE
-      i muscoli intercostali laterali mantengono la posizione;
-      il diaframma in un primo momento rallenta la sua salita;
-      i muscoli addominali sono i responsabili (con il diaframma) della formazione della colonna d’aria che arriva alle corde vocali poiché premono sul diaframma che si innalza gradualmente e “svuota regolatamente” i polmoni;

Questo processo di inspirazione/espirazione nel canto DEVE RIMANERE automatico, rilassato, libero.
Non si devono creare tensioni. Una volta metabolizzato va reso automatico, un po’ come l’utilizzo dei pedali alla guida di un’auto.

I muscoli e gli organi che intervengono nel processo hanno la forza sufficiente per soddisfare le necessità del cantante.








ESERCIZIO:  LA RESPIRAZIONE COI POLPASTRELLI IN 10 TEMPI
Stesi per terra, supini, gambe piegate.
INSPIRAZIONE: 1-2 introduco i polpastrelli sotto le ultime costole
PAUSA: 3-4
ESPIRAZIONE 5-6-7-8 mantenendo il torace ampio.
PAUSA 9-10

VARIANTI:
IN PIEDI
INSPIRAZIONE CON IL NASO LENTA (2TEMPI) E RAPIDA (1 TEMPO)
INSPIRAZIONE CON LA BOCCA (RAPIDA E LENTA)
IN PIEDI CON O SENZA POLPASTRELLI
ESPIRAZIONE IN 6 TEMPI
ESPIRAZIONE CON BRACCIA (VEDERE VOCALITA’ INFANTILE)

ESERCIZIO DI RESPIRAZIONE
Stesi per terra, supini, gambe tese.
INSPIRAZIONE profonda, nasale, lenta ponendo una mano sulle costole inferiori laterali e una sul torace. Si osserva che le costole si ampliano e il torace si eleva.
ESPIRAZIONE boccale lenta: si osserva che l’addome e le costole tornano alla posizione inziale.

ESERCIZIO DI RESPIRAZIONE:
Stesi per terra, mani appoggiate sull’addome: inspirare e pausa.
ESPIRAZIONE: espirare prendendo le ginocchia tra le mani e avvicinandole al petto.

ESERCIZIO DI RESPIRAZIONE ADDOMINALE (DA SPOSTARE NELLA PARTE DEL SOSTEGNO ADDOMINALE)
In piedi, gambe divaricate, mani sulle ginocchia, flettere il busto in avanti a 45°, mantenendo la colonna vertebrale distesa. Inspirare ed espirare usando i muscoli addominali.


ESERCIZIO DI RESPIRAZIONE
In piedi portare le braccia lungo i fianchi. Espirare svuotando completamente i polmoni.
Inspirare ed elevare le braccia fino all’altezza delle spalle, palme delle mani rivolte verso il basso e spalle basse.
Espirare e tornare alla posizione di partenza.